lunedì 21 maggio 2018

Prima liturgia celebrata nella cattedrale ortodossa di Varsavia (news)

Sabato 19 maggio 2018, nonostante i lavori di costruzione della cattedrale della Divina Sapienza a Varsavia non siano ancora conclusi, è stata celebrata la prima divina liturgia all'interno dell'edificio così come riporta Pravoslavie.ru.  Oltre al primate della Chiesa Autocefala Polacca, mons. Savva, erano presenti il vescovo Job di Telmessos per il patriarcato ecumenico, il metropolita Ilarion Alfeev per il patriarcato di Mosca, nonché altri vescovi polacchi. 

La celebrazione ha visto una grande partecipazione pubblica, con un numero enorme di fedeli e pellegrini ortodossi da tutta la Polonia. 


L'abside dell'altare, così come gran parte degli interni, è da ultimare.


La liturgia si è conclusa con la benedizione e l'installazione della grande croce della cupola. Due messaggi, uno da parte del patriarca Bartolomeo e uno da parte del patriarca Cirillo, sono stati letti, recanti entrambi letizia e saluti per il clero polacco e felicitazioni per il proseguimento dei lavori, iniziati nel 2015. 

Lettera di Papa Adriano II sulla missione di san Metodio (Latinità Ortodossa)

Da Medieval Slavic Lifes di M. Kantor leggiamo di una interessante epistola papale di Adriano II (+872), già noto ai lettori di questo blog, riguardo la missione di san Metodio presso i moravi e i principi slavi: una testimonianza importante dell'opera di questo santo e degli intensi rapporti fra Roma e gli slavi nel IX secolo. Inoltre, vi è una chiara menzione all'uso della lingua comune slava in luogo del latino. 


LETTERA
Da Adriano, servo di Dio e Vescovo, a Rostislav, Svjatopluk e Korcel, principi degli slavi

Gloria a Dio negli eccelsi e sulla Terra pace, fra gli uomini benevolenza. [1]
Siamo a conoscenza della vostra spiritualità e del vostro  ardente desiderio di trovare la salvezza, e di come il Signore ha mosso i vostri cuori a comprendere come non solo basta servire Dio con la preghiera e la fede, ma anche con le buone opere. Poiché la fede senza opere è morta [2], e cadono nell'abisso coloro che dicono di conoscere Dio, ma lo rinnegano nelle opere! Avete chiesto dunque un maestro non solo a questa sede (a Roma, ndt) ma anche al pio imperatore Michele: vi abbiamo inviato il beato filosofo Costantino [3] insieme a suo fratello non appena è stato possibile. Quando hanno saputo che le vostre terre appartenevano alla Sede Apostolica [4] non solo non hanno computo alcun atto contro i Canoni, ma si sono affrettati a riportare a Roma le reliquie di san Clemente. Con molta gioia per questi eventi, ho deciso di analizzare la questione e ho così deliberato di inviare nelle vostre terre il nostro figlio Metodio, uomo di vera fede e molto sapiente, che ho personalmente consacrato insieme coi suoi discepoli [5], affinché vi insegnasse, con la nostra benedizione, la Santa Messa - che chiamano anche Liturgia - e tutte le sacre Scritture nella vostra lingua natale, assieme col Battesimo così come è amministrato nella Santa Chiesa, così come il filosofo Costantino aveva iniziato da voi per le preghiere di san Clemente e attraverso la Grazia di Dio. Allo stesso modo, se vi fosse qualcun altro in grado di catechizzare e istruire, sia benedetto da Dio, da noi e da tutta la Chiesa universale e apostolica, affinché i comandamenti di Dio siano più facilmente appresi da tutti. Tenete solo a mente questa usanza: durante la sacra Messa leggete l'Apostolo e il Vangelo sia in latino che in slavo, affinché tutte le nazioni lodino il Signore. [6] e come sta scritto ancora: "tutte le lingue proclameranno la gloria del Signore come lo Spirito Santo diede loro potere di esprimersi". Ma se uno dei maestri che ci sono vi chiamerà e inizierà a corrompervi dalla Verità alla menzogna, insultando la vostra lingua e gli scritti nella vostra lingua, sia costui tagliato fuori da ogni comunione e dalla Chiesa, finché non si consumerà. [7] Difatti non sono pecore, ma lupi, e dai frutti li riconoscerete. 

Voi, amati figli, perseverate nell'ubbidienza alla legge di Dio e non respingete gli insegnamenti della Chiesa, affinché diventiate veri adoratori di Dio, del nostro Padre Celeste, e di tutti i santi. Amen. 

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NOTE

1) Luca 2:14. Il Papa Adriano saluta i principi slavi con una invocazione universale di grazia.  

2) Giacomo 2:26

3) Costantino è il primo nome di san Cirillo. Ordinato prete col nome di Costantino, prese i voti monastici poco prima della morte, mutando il proprio nome in Cirillo.

4) Si intende Roma. Nel IX secolo ci fu una forte diatriba ecclesiastica fra Roma e Costantinopoli su quali terre di nuova evangelizzazione appartenessero all'una o all'altra sede apostolica. A dare gravi problemi fu la Bulgaria, con una politica altalenante del suo zar Boris (Michele nel battesimo) che mutava spesso appartenenza ecclesiastica, chiedendo ora di passare sotto Roma, ora sotto Costantinopoli, in base a ciò che gli veniva offerto politicamente. Da ultimo, si pose sotto Costantinopoli quando ottenne il Patriarcato. Altre terre, come l'Ungheria, la Rus, la Polonia o la Romania, furono più facilmente distribuite a causa di missioni più dirette. 

5) San Metodio fu fatto vescovo da papa Adriano II e inviato insieme con un piccolo esercito di preti e missionari in Moravia. 

6) Salmo 116:1. 

7) Adriano II scaglia un anatema su coloro che non ritengono che la Messa debba celebrarsi nella lingua del posto. Un duro colpo per i cattolici di qualche secolo più tardi, quando diranno che il Latino è una "lingua sacra" e che la celebrazione nelle lingue volgari è inammissibile. Ma questa non è la coscienza della Chiesa, come si evince dalle parole dell'antico pontefice. 

mercoledì 25 aprile 2018

Una preghiera per leggere il salterio di san Osvaldo di Worchester (Latinità Ortodossa)

Proponiamo una preghiera molto semplice, quanto bella e antica, proveniente dal mondo anglosassone. La preghiera che segue viene composta da Sant'Osvaldo vescovo di Worchester (+992) nel X secolo per essere recitata dopo la lettura dei salmi quotidiani: egli chiedeva al suo clero di leggerla dopo ogni Ora Canonica e dopo i Vespri, e dopo la recita personale dei salmi quotidiani

Nella foto, una vetrata con sant'Osvaldo dalla cattedrale di Worchester.

O Santissimo Iddio, unico degno di essere ascoltato, accogli i nostri salmi, e per l'intercessione della gloriosa Sempre Vergine Maria, di san Michele Arcangelo, di san Benedetto e di tutti i tuoi santi, liberaci da ogni male e accordami d'accogliere le suppliche di tutti coloro per i quali imploro la tua clemenza: ricordati dei tuoi servi (nomi dei vivi e dei defunti), dei nostri governanti, delle tue Chiese, di tutto il clero e il popolo tuo devoto servitore, e i defunti che, lasciando questa vita nel tuo nome, sperano nella Salvezza. Sii propizio, o buon Signore, a coloro che a me indegno affidarono le loro preghiere, tutti quelli che si ricordano di me peccatore e coloro che dedicano la loro vita alle buone opere. Abbi pietà di noi e di coloro che sono a noi legati col sangue, coi giuramenti o con l'affetto, e di tutti coloro per i quali preghiamo per amore, per obbedienza o perché ce lo hanno chiesto. Preserva tutti noi, o Dio Misericordioso, nel tuo santo servizio, concedici un Angelo come custode e di meritare nel secolo futuro, insieme con tutti gli addormentati, d'esser accolti da Te, per il Figlio tuo Unigenito, Redentore degl'Uomini, il quale vive e regna con Te, insieme al quale sei glorificato con lo Spirito Santo, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. 

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FONTE

Ramsey Psalter, Biblioteca Britannica, online

Usi dei salmi dal Rituale di Durham (Latinità Ortodossa)

Secondo il Rituale Ecclesiae Dunelmensis, ovvero l'uso ecclesiastico della diocesi di Durham, composto nel X secolo, i salmi hanno una propria capacità spirituale. Questo insegnamento, promulgato da diversi santi (Pacomio, Antonio, Cassiodoro e più recentemente Sant'Arsenio di Cappadocia), intende che i salmi possono essere recitati con l'intento di ottenere una particolare grazia. Vediamo cosa propongono i santi Padri anglosassoni. NB: i salmi sono secondo la tradizione della Septuaginta

Secondo la Regularis Concordia, ovvero il principale testo rituale benedettino edito al sinodo del 973 tenutosi al Concilio di Winchester, vi sono dei salmi specifici da recitare durante la giornata se si vogliono ottenere delle grazie particolari:

Si ricorda con frequenza l'Ufficio dei Sette Salmi penitenziali (salmi 6, 31, 37, 50, 101, 129 e 142) composto da san Cassiodoro nel V secolo. Questo intende essere un ufficio purificatorio per le proprie colpe. Secondo la Regularis Concordia, andrebbe recitato dopo l'Ora Prima, nella pace del chiostro o della propria cella. 

Per aumentare la devozione personale (specialmente all'Ora Terza): salmi 16, 24, 53, 60, 66, 69, 70, 85. 

Contro le tentazioni e la solitudine, e anche per ringraziare Dio (specialmente all'Ora Sesta): salmi 3, 21, 45, 63, 68.

Quando qualcuno pensa che Dio lo ha abbandonato (specialmente all'ora Nona): salmi 12, 30, 43, 54, 55, 56, 76.

Per la prosperità della propria famiglia e per la pace domestica e spirituale: 33, 102, 144 (da cantare dopo i Vespri). 

La Regularis Concordia dice, inoltre, che in tempi di gioia dovremmo ringraziare Dio leggendo il Cantico dei Tre Fanciulli (Daniele 3:52-90). 

martedì 24 aprile 2018

Come un prete ubriaco fu salvato dai morti

Questa storia è stata pubblicata in inglese sul portale Pravoslavie.ru, e per la sua profondità spirituale abbiamo ritenuto giusto che venisse conosciuta anche dal pubblico italiano


Un momento della proscomidia.

Il vescovo che ci narrò questa Storia è ancora vivo. Dio ascolta sempre le nostre preghiere, specialmente quelle offerte durante la Divina Liturgia. Nella diocesi del vescovo citato vi era un certo padre Ioannis, amato da tutti. Egli soleva soffermarsi molto alla proscomidia [1], perché commemorava molti nomi. Eppure egli aveva un grave disturbo: gli piaceva bere. Così come era diligente in tutti i suoi doveri, così gli piaceva alzare il gomito. Tanti lo imploravano di lasciar perdere questa passione, così bassa per un servo di Dio. Egli stesso voleva, lo desiderava, e si sentiva così arrabbiato con sé stesso e impotente. Provò molte volte ad abbandonare il vizio, salvo riprenderlo pochi giorni dopo.

Una volta accadde che, dopo aver ripreso il vizio, si presentasse in chiesa mezzo ubriaco. E iniziò in quello stato la divina Liturgia: Benedetto è il Regno... E col permesso di Dio, il sacerdote, al momento dell'Ingresso, fece cadere i Sacri Doni per terra. O qual disgrazia! Pieno di terrore, il prete si gettò a terra e purificò con la lingua il pavimento. E si sentiva colpevole, perché era accaduto a causa del suo peccato. 

Il sacerdote corse dal suo vescovo a confessarsi di questa colpa. Dopo aver molto riflettuto, al vescovo non restò che prendere in mano la penna e mettersi a scrivere: doveva sospendere il padre Ioannis. Eppure, il vescovo si fermò prima di scrivere: ebbe una visione. Migliaia di persone si presentavano dinnanzi a lui. Nei loro occhi ardeva un vivo dolore. Passando dinnanzi a lui, dicevano: "No, vostra eminenza, non fatelo! Non sospendete il padre Ioannis! Perdonatelo!" E continuavano a passargli davanti uomini e donne, vecchi e ragazzi, d'ogni età e ceto sociale, ricchi e poveri. E anche dicevano: "non buttate fuori il nostro padre! Lui sempre ci ricorda alla Liturgia, lui veramente ha pietà di noi. E' un nostro amico... non togliergli la sua dignità!" e questa visione andò avanti per molto tempo.

Il vescovo capì che erano le anime che padre Ioannis ricordava ad ogni proscomidia. Queste commemorazioni li aiutavano parecchio, erano come acqua fresca quando si ha sete, per loro. Così, il monsignore scelse di chiamare il prete.

"Padre Ioannis. Lei commemora molte persone alla proscomidia?"

"Centinaia, eminenza. Non le conto nemmeno." 

"Come mai ne ricordi così tanti e ritardi la Liturgia?" domandò il vescovo.

"Mi fanno pena i defunti: essi non hanno alcun aiuto, se non le preghiere della Chiesa. E così chiedo all'Altissimo di donare loro riposo. Ho un libro dove tengo memoria di tutti coloro che devo commemorare, è una pratica che imparai da mio padre: lui pure è stato un sacerdote." 

"Fai bene". rispose il vescovo, continuando: "le anime ne hanno bisogno. Continua così. Solo, vedi di non ubriacarti più. Non bere mai più. Questa è la tua penitenza. Sei perdonato." 

Da quel giorno, il padre Ioannis fu completamente liberato dal vizio del bere, e ancora oggi si alza presto per compiere la proscomidia, ricordando tutti i defunti. 

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NOTE

1) La proscomidia è la parte preliminare della Divina Liturgia, quando si preparano il pane e il vino che verranno offerti sull'altare, e si offrono preghiere per i vivi e per i defunti. 

Il Patriarca Ecumenico inizia il processo per la fondazione di una Chiesa Ucraina Autocefala (News)

Da Pravoslavie.ru veniamo informati di una notizia che sconvolge l'opinione pubblica ortodossa: pare che il Patriarca Bartolomeo abbia benedetto la creazione di una Chiesa Ucraina indipendente.


Il patriarca ecumenico Bartolomeo e il presidente ucraino Poroshenko (fonte: Uninan.info)

Da pochi giorni il Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli e il presidente Petro Poroshenko si sono incontrati: il leader dell'Ucraina ha domandato alla sua santità di poter finalmente benedire una "Chiesa Ortodossa Unita Ucraina" a carattere nazionale, ponendo fine alla traballante situazione religiosa del Paese, nel quale il Patriarcato di Mosca, la Chiesa canonica locale al momento, è circondato da altre giurisdizioni che pretendono di poter diventare la Chiesa ufficiale dell'Ucraina: la Chiesa Autocefala Ucraina, il Patriarcato di Kiev, e altri gruppuscoli più o meno grandi. 

In quanto "Chiesa Madre", Costantinopoli si è presa carico di istituire una commissione per il dialogo con le altre Chiese Autocefale in ordine di presentare la soluzione allo scisma ucraino, proponendo una Chiesa Autocefala Ucraina << canonica >>. 

Aspettiamo dunque di vedere i frutti del dialogo fra le Chiese Canoniche per la soluzione del "problema Ucraino". Ci invita a riflettere - e financo a ridere amaramente - come lo stesso patriarca Bartolomeo non abbia permesso ai Bulgari di prendere sotto di sé i Macedoni, ma allo stesso stia stringendo la mano alla situazione ucraina. 

mercoledì 28 febbraio 2018

L'eterodossia russa: un viaggio fra le sètte dell'Oriente cristiano

La Chiesa Russa, per certi versi, rappresenta un unicum nel vasto mondo ortodosso, specialmente in quello antico: fu l'unica Chiesa Locale a darsi alla missionarietà dopo lo Scisma del 1054. Mentre la Chiesa di Costantinopoli si concentrava sulle polemiche teologiche con i cattolici nell'arco del Basso Medioevo, prima della caduta di Costantinopoli. Successivamente alla morte dell'Impero d'Oriente, i greci furono sottomessi ai turchi anche culturalmente, completando il ciclo di decadenza della civiltà elleno-romana. In Russia, un paese per molti aspetti nuovo, nato da pochi secoli, la Cristianità ortodossa si era sviluppata in modo proprio, e aveva dato esito a numerose peculiarità locali. Il fermento culturale intorno alla religione generò, nel tempo, una quantità innumerevole di sètte e di movimenti carismatici ispirati al cristianesimo, una sorta di "protestantesimo ortodosso", che ebbe larga fortuna dal tardo Cinquecento in avanti, quando la conquista della Siberia - paragonabile al "Far West" dei russi - rese possibile colonizzare ampie zone disabitate, relegando questi gruppi settari al margine della società russa civilizzata, mandandoli dunque "al confine", al Far East, affinché non turbassero la Chiesa ufficiale. 

Veniamo adesso a conoscere i principali - e a tratti terribili - movimenti eretici della Russia medievale e moderna.

I più antichi fra gli eretici in Russia furono i Bogomili, la cui dottrina fondamentalmente è gnostico-catara. I più spinti membri di queste comunità praticavano l'astensione totale dalla sessualità e praticavano il veganesimo. I bambini venivano cresciuti in comune, e si negava l'esistenza della Famiglia. Resistettero fino al 1300 circa. 

Verso il XV secolo comparvero in Russia i Giudaizzanti, una eresia molto antica nel Mediterraneo, ma ancora sconosciuta in Russia. Questo gruppo riteneva imprescindibile il seguire le antiche prescrizioni ebraiche come la circoncisione e la pratica del Sabato, oltreché le abluzioni rituali e tutta spiritualità giudaica. I giudaizzanti fecero la loro comparsa a Novgorod, ove incontrarono il favore di molte personalità influenti, le quali li salvarono dalla totale distruzione. I giudaizzanti rifiutavano la divina liturgia e le icone, e negavano la divinità di Cristo. Nel 1504 furono imprigionati in massa. I pochi superstiti fonderanno la sètta dei Sabbatisti. 

I Sabbatisti (Субботники / Subbotniki) sono la continuazione dei Giudaizzanti, i quali praticavano il riposo del Sabato. Lo Zar Nicola I di Russia li confinò nella regione del Caucaso. 

Il XVIII secolo vede la nascita di numerose sètte, di ispirazione europea alle volte, mentre altre volte genuinamente "russe". 

I Vecchi Credenti nacquero da una porzione della Chiesa Ortodossa ufficiale in contrasto con le riforme liturgiche del patriarca Nikon. Una breve storia della loro nascita è già stata presentata su questo blog. Si diffusero a macchia di leopardo in tutta la Russia, specialmente nel Nord. A più riprese, da varie missioni colonizzatrici, furono spediti al confino. 

I "Negatori dello Spirito" (Духоборы / Dukhovory) avevano una teologia molto affine a quella dei Quaccheri. Inoltre, si spingevano molto oltre, dichiarando che la Bibbia era falsa, perché sicuramente interpolata lungo la storia dell'umanità. Venivano definiti anche "i pacifisti" per l'assoluta negazione di qualsivoglia violenza. Negavano ovviamente la divina liturgia e il culto delle icone, basando la propria ritualità su celebrazioni molto semplici. Adottarono il vegetarianesimo e l'astensione da alcol e tabacco. A causa di un editto imperiale, furono costretti ad emigrare in massa in Canada nel 1902. 

I "Bevitori di Latte" ( молока́ники / Molokaniki ) erano una sètta molto particolare: nacquero rifiutandosi di seguire il digiuno dal latte in Quaresima, così come viene caldeggiato dalla Chiesa Ortodossa. Arrivarono ben presto alla solita negazione dei sacramenti e dell'iconografia. Nacquero sotto il regno di Ivan il Terribile, e furono esiliati nel Caucaso e in Armenia, dove ancora oggi esistono in piccole comunità. 

Fra la fine del Settecento e l'inizio del XIX secolo nacquero le due sètte più famose e anche più terribili della sfera russa. 


Un radenie, un ballo estatico dei Flagellanti russi

I Flagellanti ( Хлысты / Hlysty) erano un gruppo di "cristiani dello spirito" come si definivano, i quali praticavano, accanto alla Ortodossia, anche pratiche pagane distorte ed infatuazioni gnostiche. Rifiutavano generalmente la venerazione dei santi (tranne la Madre di Dio) e pensavano di poter parlare direttamente con lo Spirito Santo. Furono fondati da un tale Danil Filippovic, un contadino di Kostroma. Solevano ritrovarsi la notte per ballare in preda all'euforia, in cerchio, venerando una giovane vergine come "Madre Terra": i balli (radenie) si tenevano anche nudi e generalmente finivano in orge sessuali. Altri tratti di questa sètta erano il millenarismo e la pratica della flagellazione rituale, cosa che li avvicina molto a certe espressioni del cristianesimo latino post-scisma. I Flagellanti credevano che ognuno di noi può diventare "un Cristo" atrraverso la pratica ascetica. Le loro comunità avevano una sorta di gerarchia ecclesiastica, con "profeti", "profetesse" e "cristi" e "madonne". Prima della Rivoluzione Russa il loro numero era di circa quarantamila individui. Si mormora che Grigorij Rasputin fosse un membro di questa sètta. I Flagellanti scomparvero grossomodo dopo la Rivoluzione Russa. 

I "Seguaci del Pentateuco" (Pjatoknisznyki) sono una derivazione dei Sabbatisti: condividono con essi il rigetto del clero, delle icone e dei riti cristiani, e ritengono che Mosé sia il fondamento della Fede. La Chiesa, secondo questa setta, è solo una società umana, e tutto ciò che vediamo è solo strumentale. La comunione, che pure loro amministrano, è solamente un pasto commemorativo; la confessione, nella quale credono, è solo "personale pentimento" non c'è un rito apposito per compierla. Interessante la loro soteriologia: agli occhi di Dio, qualsiasi fede è giusta se vissuta integralmente, e tutte le religioni sono uguali davanti a Dio. Propugnavano l'anarchia politica e il pacifismo. 

I Mutilanti (скопцы / skoptzy) emersero nella seconda metà del diciottesimo secolo.  Nel 1760 un contadino di nome Kondratij Selivanov, appartenente alla setta dei Flagellanti, si separò dagli stessi e chiamò se stesso Redentore, iniziando la predicazione della propria verità. Dal suo villaggio natale di Sosnovka si diffusero un po' ovunque nella regione. Nel 1797 Selivanov ottenne un colloquio con lo zar, Paolo I al quale volle sottoporre la propria dottrina: dichiarandosi dinnanzi allo zar come padre dello stesso Paolo I (lo zar Pietro III era stato ucciso nel 1762), Selivanov ottenne d'esser rinchiuso nello ospedale psichiatrico di Obukhov, dal quale fu rilasciato solo nel 1802. Dal 1802 al 1820 il predicatore visse nella casa di uno dei suoi adepti, predicando d'essere sia Gesù Cristo ritornato che lo zar Pietro III incarnato. Selivanov ebbe anche il tempo di predicare la giustizia sociale propugnando la causa della liberazione della terra, diventando così molto amato dagli strati più bassi della popolazione rurale. Quando si seppe che numerosi parenti del Governatore di Pietroburgo si erano convertiti, lo zar decise di chiudere la faccenda e ordinò al Terzo Dipartimento (la polizia segreta zarista) di intervenire. La caccia all'eretico fu estenuante, ma non scomparvero. Comunità di Mutilanti fecero la loro apparizione a Mosca, Odessa e Pietroburgo. Selivanov fu confinato nel monastero Evfimiev di Suzdal, e i suoi discepoli compivano pellegrinaggi fin lì per adorarlo. Il contadino-profeta morì all'età di cento anni nella sua cella-prigione. Nel 1866 la setta aveva ancora 5444 membri, sia uomini che donne. All'inizio del ventesimo secolo, il loro numero era di quasi 100'000 unità. La Rivoluzione non li risparmiò di certo, uccidendone in gran numero. Molti di essi fuggirono in Romania, dove si diedero alla professione di cocchieri dei calesse a Bucarest, o si mescolarono coi Vecchi Credenti romeni. 

 Sebbene furono sempre una presenza contenuta nell'Impero Russo, i Mutilanti erano molto famosi. Come tutte le sètte russe, rifiutavano la mediazione del sacerdozio e le pratiche rituali del cristianesimo ortodosso, preferendo parlare di "immersione nello Spirito", ovvero la capacità dei membri di poter direttamente comunicare con Dio senza intermediari. La "gerarchia" dei Mutilanti, chiamati anche "Castrati", prevedeva dei livelli di adesione alla sètta, l'ultimo dei quali necessitava della castrazione per gli uomini e della mastectomia (taglio del seno) per le donne. I mutilanti, una sètta di derivazione gnostica, rifiutavano difatti la sessualità  e ritenevano impuri i propri genitali. Secondo i mutilanti, il Peccato Originale sarebbe stato il primo coito di Adamo ed Eva, e il marchio di Caino sarebbero i genitali stessi. Per i maschi esistevano due livelli di castrazione, la "piccola" e la "grande". La piccola prevedeva la rimozione solo dei genitali, la grande l'asportazione completa del pene. 

Secondo le fonti ufficiali, i Mutilanti sono esistiti fino al 1990 in Latvia, sebbene una piccola comunità di resistenti abiti ancora sul Caucaso: hanno rinunciato alla mutilazione. Nel resto del mondo sono completamente estinti.

L'ultima, grande eresia nata nella Russia è il Kartaoismo, una dottrina inventata da due donne, Alma Maria Kartano e Matilda Reunanen, negli anni 20 del Novecento. Queste donne insegnavano una nuova forma di millenarismo, e usavano i "bambini predicatori" come insegnanti nelle loro scuole di pensiero, fondate a Sippola e Vampula, in Finlandia. Pare che queste due donne furono introdotte alla dottrina dei Flagellanti e, tornate in patria, decisero di introdurre elementi dei Flagellanti nel Luteranesimo dal quale provenivano. La Kartano era difatti una diaconessa della Chiesa Luterana di Finlandia. Decisero di adottare l'astensione completa dal sesso, e dichiararono la validità dei matrimoni bianchi (non consumati). Le donne dovevano indossare ampi veli e abiti neri che coprivano anche il volto, in modo da non destare lussuria negli uomini. Queste due donne furono promotrici anche della glossolalia, ovvero del parlare in lingue come manifestazione dello Spirito Santo. Alla morte di Alma Kartano, il movimento si sciolse. Attualmente, i pochissimi aderenti a questa visione del Luteranesimo sono integrati nella Chiesa di Finlandia. 

Come è terribile l'umanità quando si allontana da Cristo e dalla sua Chiesa.

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FONTI